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L’undicesima birra trappista è italiana

Nel maggio scorso la Tripel Tre Fontane ha ottenuto il prestigioso marchio Authentic Trappist Product. È l’undicesima birra trappista al mondo.

Dopo le Abbazie di Notre-Dame de Scourmont (Chimay), Notre-Dame d’Orval, Notre-Dame de Saint-Rémy (Rochefort), Westmalle, St. Sixtus (Westvleteren), Notre-Dame di Sant-Benoît (Achel), Van Koningshoeven (La Trappe), Maria Toevlucht (Zundert), Stift Engelszell, St. Joseph’s of Spencer, da maggio anche l’Italia si fregia del prestigioso riconoscimento di una birra trappista, l’11a nel mondo, e lo deve al monastero cistercense di via di Acque Salvie, l’Abbazia delle Tre Fontane circondata da ulivi ed eucalipti, un’oasi di verde e di pace in mezzo alla metropoli.

La ricetta originale della birra, portata dai monaci francesi giunti a Roma da Trappes all’epoca della bonifica dalla malaria, e ritrovata in una vecchia cantina solo quattro anni fa, è quella tradizionale trappista, senza spezie, ma l’aggiunta di estratto di Eucalyptus conferisce alla Tripel Tre Fontane un carattere unico, non invasivo, raffinato.

Come prevede il disciplinare ATP, la produzione è senza fini di lucro, fatta esclusivamente all’interno dell’abbazia trappista, direttamente dai monaci o sotto il loro controllo. I proventi di ogni prodotto trappista servono esclusivamente al sostentamento della comunità, ad opere di bene, a preservare il patrimonio storico culturale dell’Abbazia stessa. La produzione della Tripel Tre Fontane è di soli 1000 ettolitri annui, sufficienti al raggiungimento dell’obiettivo che le ha fatto guadagnare il prestigioso marchio Authentic Trappist Product.

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